Scrivere non è solo un verbo fine a se stesso. Scrivere, lo sa bene
chi si diletta in questa come nelle altre arti, è un qualcosa che ti
prende l'anima, che ha dentro di sé un infinito desiderio di esprimersi
e di raccontare. Scrivere è vivere tante diverse dimensioni, che si
fanno reali attraverso la forma ed i caratteri che la scrittura disegna
nello spazio.
Sulla base di questa riflessione è nata nel 2003 l'IPERPOETRY,
di cui la presente raccolta contiene, oltre al manifesto
"IPERPOETRY", altre quattro poesie: Ti ho trovato, 30 Anni, È
Fede? e Lu Terramote.
L'IPERPOETRY è un nascente filone artistico post-avanguardia,
"partorito" come segnale di un desiderio di recupero dell'arte in
generale, e della letteratura in particolare, che nel Novecento è stata
spesso vissuta con una pregnanza negativa, soprattutto da Dadaismo
e Surrealismo.
Se, infatti, con Baudelaire la parola comincia ad andare in crisi e
si assiste ad una fase di concentrazione della poesia sulla pagina,
sul singolo componimento, con i poeti francesi successivi la fase di
concentrazione si acuisce, indirizzandosi sul verso(Verlaine), sulla
parola (Mallarmé), sulla singola lettera (Rimbaud).
Si arriva ad una sorta di "rinascita" con le avanguardie: i futuristi
scoprono l'anima della lettera, il fonema e, abbinandolo alla pittura,
abbattono le barriere presenti fra i vari settori espressivi.
Le avanguardie storiche, dunque, hanno posto l'accento sulla
'rivolta', le avanguardie più recenti hanno mirato alla 'sintesi' delle
esperienze precedenti ed alla loro 'rivoluzione', mentre più che
distruzione o capovolgimento, l'IPERPOETRY si fa scrittura del
futuro: vuole rappresentarlo nello spazio della pagina come esso è,
indefinito e indefinibile. In questo modo, sulle orme del futuro, anche
la letteratura torna ad essere libera di spaziare nella scelta dei soggetti
e nella disposizione del testo - o meglio di più testi nella stessa
pagina - ottimizzando gli spazi, sfruttando stili e caratteri grafici
per creare più opere insieme, costruendo trame di parole chiave
con enjambement, assonanze, e ripetizioni, come se il testo poetico
fosse una tela, o meglio un tessuto all'uncinetto, in cui il filo
conduttore è unico, ma le parti possono anche esistere come opere
staccate dal tutto.
La vita moderna cerca di utilizzare al meglio gli spazi (abitativi,
urbani) per 'mettere tutto dentro' alla poca spazialità messaci a
disposizione dalla società 'affollata' in cui viviamo; allo stesso modo
l'IPERPOETRY, assumendo più testi in uno, si fa portavoce di
libertà letteraria ed 'ottimizzazione' espressiva, nell'ottica di una
costruzione creativa che guarda al futuro, inteso come era nuova di
speranza, all'insegna di libertà espressiva e coabitazione per tutti
gli stili e le forme artistiche, così come per gli esseri umani.